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Superbonus, proposto tetto di spesa di 130mila euro per la messa in sicurezza antisismica

Estensione delle detrazioni maggiorate a tutte le seconde case nei piccoli comuni e nei centri storici e agli hotel e proroga al 2022. Le proposte in arrivo per la modifica del DL Rilancio

 

Foto: ahfotobox ©123RF.com

04/06/2020

Elevare il tetto di spesa del sismabonus potenziato da 96mila a 130mila euro, estendere il superbonus a tutte le seconde case, o almeno a quelle presenti nei piccoli comuni e nei centri storici, e alle strutture turistiche e, infine, prorogare al 31 dicembre 2022 la scadenza delle detrazioni maggiorate.

Sono alcune proposte di emendamento che il Movimento 5 Stelle, insieme ad altre forze politiche, intende presentare al Decreto Rilancio, alla Camera per la conversione in legge. Modifiche che, spiega il M5S dal suo blog, se non dovessero passare, saranno ripresentate nella prossima Legge di Bilancio.
 

Sismabonus e bonus ristrutturazione, tetto di spesa di 130mila euro

Una delle proposte riguarda l’aumento, da 96mila a 130mila euro del tetto di spesa previsto per il sismabonus e per il bonus ristrutturazioni, a condizione che gli interventi determinino il passaggio a due classi di rischio sismico inferiori.

Il M5S propone lo stesso aumento per il sismabonus potenziato nelle aree terremotate dell’Italia Centrale, Molise, Sicilia, Campania ed Emilia Romagna. In questo caso, sembra che non sia richiesto il passaggio a due classi di rischio sismico inferiori.

Per quanto riguarda il sismabonus, il tetto di spesa maggiorato si riferisce quasi sicuramente alla detrazione del 110%. Per il bonus ristrutturazioni, il tetto di spesa dovrebbe continuare a riferirsi alla detrazione del 50%. Il Decreto Rilancio, infatti, ha elevato al 110% l'aliquota di detrazione solo per gli interventi di efficientamento energetico e miglioramento o adeguamento antisismico, ma non per i lavori incentivati con il bonus ristrutturazioni.

Superbonus per tutte le seconde case

Il M5S propone di allargare il Superbonus a tutte le seconde case, o almeno a quelle nei comuni al di sotto dei 5mila abitanti e nei centri storici delle città che sono in stato di degrado per contrastare l’abbandono dei piccoli comuni e incentivare la riqualificazione urbana. Il superbonus per la riqualificazione energetica includerebbe quindi anche gli edifici unifamiliari, tranne le ville e gli immobili di lusso. L'unica eccezione potrebbe essere rappresentata dagli edifici unifamiliari vincolati che, anche se rientranti tra gli immobili di lusso, avrebbero diritto alla detrazione maggiorata.
 
Ricordiamo che il DL Rilancio, pubblicato in Gazzetta, riconosce il superbonus 110% per gli interventi di messa in sicurezza antisismica a tutte le seconde case, a prescindere dal fatto che si trovino in condominio o che siano singoli edifici unifamiliari. Al contrario, all’incentivo maggiorato per la riqualificazione energetica sono ammesse solo le seconde case in condominio.

L'idea di estendere il Superbonus a tutte le seconde case trova l'appoggio del Partito Democratico. Nei giorni scorsi, una nota diffusa dal Pd ha spiegato che "per dare maggiore forza e impulso a questa iniziativa e coinvolgere l’intero comparto delle Pmi occorre estendere questi benefici anche alle seconde case, a cominciare da quelle negli antichi borghi e nei centri storici delle città, e alle persone giuridiche che hanno attività nei condomini".

 

 

Bonus verde e teleriscaldamento, Finco chiede superbonus 110%

Nuovi spazi verdi sarebbero utili per evitare assembramenti e ridisegnare le città adattandole all’emergenza Covid

Foto: ahfotobox ©123RF.com

29/05/2020 – Agevolare gli interventi di sistemazione a verde e il teleriscaldamento con il superbonus al 110%. La richiesta è stata avanzata dalla Federazione industrie, prodotti, impianti, servizi e opere specialistiche per le costruzioni (Finco), che ha proposto a Governo e Parlamento un emendamento al Decrteto Rilancio.
 

Bonus verde, Finco chiede superbonus 110%

Finco ritiene che il bonus verde non sia molto utilizzato perché strutturato in modo inadeguato, ma che, se rivisto, ricoprirebbe un ruolo decisivo nei processi di adattamento delle città all’emergenza Covid (grazie alla creazione di aree verdi utili ad evitare gli assembramenti) e per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, riduzione delle temperature, risparmio energetico, regimentazione delle acque reflue e sostenibilità dell’abitare.

Per questo motivo, Finco propone di elevare al 110% la detrazione per gli interventi di sistemazione a verde, prevedendo un tetto di spesa di 30mila euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che fruiscono dell’incentivo.

Ma non solo, perché per incentivare maggiormente la realizzazione di questi interventi, Finco chiede anche che siano estesi loro lo sconto in fattura e la possibilità di cedere il credito corrispondente alla detrazione non solo ai fornitori, ma anche alle banche.

Reti di teleriscaldamento, chiesto incentivo 110%

Tra gli interventi di sostituzione degli impianti che, in base al Decreto Rilancio, otterranno il Superbonus, Finco propone di inserire l’allaccio a reti di teleriscaldamento efficienti. Per la Federazione rappresenterebbe una misura importante per promuovere le fonti rinnovabili abbinate al teleriscaldamento e il recupero di calore dei processi industriali, nell’ottica di favorire la transizione verso l’economia circolare.
 
Il teleriscaldamento, spiega Finco, rappresenterebbe un intervento strutturale di primario interesse generale per il territorio per pianificare il rilancio delle zone rurali e montane, creare i presupposti per riattivare la gestione forestale e attirare nuovi investimenti legati alle infrastrutture digitali (banda larga).
 

Interventi in condominio, detrazione compensi dell’amministratore

Per coinvolgere il maggior numero di edifici condominiali, Finco propone inoltre di rendere detraibili le spese relative al compenso dell’amministratore legate alle attività connesse alla riqualificazione integrale dell’edificio.

 

 

 

Sconto in fattura e cessione del credito validi anche per ristrutturazioni e facciate

ossella Calabrese

Oltre ai lavori agevolati dal nuovo superbonus 110%, l’opzione si può scegliere anche in alternativa al bonus ristrutturazioni 50% e al bonus facciate 90%

Foto: ahfotobox ©123RF.com

20/05/2020

Il nuovo superbonus edilizia del 110% per gli interventi di riqualificazione energetica e di miglioramento sismico degli edifici, introdotto da Decreto Rilancio, punta molto sulla possibilità per i privati che realizzano i lavori di optare per sconto in fattura o cessione del credito, come alternative alla detrazione fiscale vera e propria.
 
Ma questa opportunità non si limita ai nuovi ecobonus e sismabonus potenziati ma si estende al ‘vecchio’ bonus ristrutturazioni e al bonus facciate.
 
L’articolo 121 del Decreto Rilancio prevede che, in alternativa alla detrazione, il contribuente, per le spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, possa optare per:
 
- un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino ad un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi il quale potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile successivamente ad altri soggetti, comprese banche e altri intermediari finanziari;
 
- la trasformazione del corrispondente importo in credito di imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, comprese banche e altri intermediari finanziari.

Sconto in fattura per superbonus, ecobonus e sismabonus 

Per quali spese sono consentiti lo sconto in fattura e la cessione del credito, così come disciplinati dal Decreto Rilancio?

Per quelle relative agli interventi di efficienza energeticaadozione di misure antisismiche, installazione di impianti fotovoltaici e di colonnine per auto elettriche, cioè tutti gli interventi di riqualificazione energetica e di miglioramento sismico agevolati dal nuovo superbonus 110% ma non solo.
 
Lo sconto in fattura e la cessione del credito, così come disciplinati dal Decreto Rilancio, si applicano anche alle spese relative agli interventi agevolati dai ‘classici’ ecobonus 50/65% e sismabonus 50/85%.
 

Sconto in fattura anche per ristrutturazioni e facciate

Ma l’elenco nell’articolo 121 continua e comprende anche le spese relative agli interventi di:

recupero del patrimonio edilizio: manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e di risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale; manutenzione straordinaria, restauro e di risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze, cioè i lavori agevolati dal bonus ristrutturazioni;

recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti: gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A e B, agevolati dal bonus facciate, introdotto dalla Legge di Bilancio 2020.

Lo sconto in fattura abbinato alla cessione del credito - ricordiamo - è stato introdotto l'anno scorso dal decreto crescita come opzione alternativa all’ecobonus e al sismabonus. Dopo pochi mesi, le proteste delle piccole imprese hanno spinto il Governo a limitare l'ambito di applicazione dello sconto in fattura. Oggi quell’ambito conquista nuovi spazi.

Sconto in fattura e cessione del credito, come fruirne

I crediti d’imposta ottenuti attraverso questi interventi possono essere utilizzati anche in compensazione di imposte e contributi previdenziali sulla base delle rate residue di detrazione non fruite. Il credito d’imposta è usufruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione. La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere usufruita degli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso. Le modalità attuative dello sconto in fattura e della cessione del credito saranno definite entro 30 giorni dall’Agenzia delle Entrate.

 

 

 

Foto: ahfotobox ©123RF.com

Ecobonus e sismabonus 110%, ecco le novità in arrivo con il Decreto Rilancio

 

Superbonus edilizia per cappotto termico, fotovoltaico, caldaie a condensazione e a pompa di calore in condominio e prima casa con miglioramento della classe energetica

 

13/05/2020

Dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 i lavori di riqualificazione energetica e di miglioramento sismico degli edifici eseguiti dai condomini e sulle singole unità immobiliari adibite a prima casa beneficeranno di ecobonus e sismabonus al 110%, a condizione che si realizzino maxi-interventi e che si migliori la classe energetica. 

L’agevolazione sarà fruibile come detrazione fiscale oppure come sconto in fattura con cessione del credito all’impresa che ha realizzato i lavori o a banche o ad altri intermediari finanziari.
 
È questo, in sintesi, il superbonus edilizia messo in campo dal Governo nel Decreto Rilancio approvato stasera dal Consiglio dei Ministri.

Ma vediamo come saranno i nuovi ecobonus e sismabonus al 110%, stando all'ultima bozza del decreto.
 

Cappotto termico e caldaie a condensazione e a pompa di calore

Per ottenere l’ecobonus con l’aliquota del 110% sarà necessario eseguire lavori importanti di riqualificazione energetica degli edifici, cioè:

a) cappotto termico: interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio per oltre il 25% della superficie disperdente lorda. Tale detrazione è calcolata su un tetto di spesa di 60.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i Criteri Ambientali Minimi - CAM (ex DM 11 ottobre 2017);

b) caldaie a condensazione e a pompa di calore in condominio: interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento UE 811/2013, a pompa di calore, inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo (anch'essi oggetto del superbonus 110%), o con impianti di microcogenerazione. La detrazione è calcolata su un tetto di spesa di 30.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito;

c) caldaie a pompa di calore in case singole: interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, o con impianti di microcogenerazione. La detrazione è calcolata su un tetto di spesa di 30.000 euro ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.